Come calcolare la tariffa di trasporto: dall’analisi dei costi alla determinazione del prezzo di mercato.

Il calcolo della tariffa di trasporto è un processo che mette in relazione due differenti prospettive: quella del trasportatore che deve analizzare la propria struttura di costo e la prospettiva del mercato con le sue diverse offerte per la medesima tratta a parità di livello di servizio.

Queste due prospettive sono correlate e interdipendenti: il trasportatore, infatti, nel momento in cui formula una offerta, deve per prima cosa considerare il costo totale che sostiene per poter offrire il servizio e dopo applica sul costo totale il suo margine in modo da ottenere una tariffa da proporre che sia remunerativa. Ma il suo lavoro non termina qui e sarà costretto a valutare il prezzo così ottenuto in relazione alle condizioni del mercato, sia dal punto di vista dei volumi di carico richiesti, che dei prezzi offerti dai sui competitor.

Analisi del costo e del mercato è quindi fondamentale sia per le società di trasporto, che in questo modo possono arrivare a formalizzare una offerta ragionata e sostenibile, ma anche per le aziende che devono spedire che possono identificare le opportunità di risparmio attraverso differenti scelte di approvvigionamento.

 

L’analisi del costo

Possiamo classificare i costi nel trasporto in fissi e variabili.

I costi fissi vengono sostenuti a prescindere dalla operatività dell’azienda.
In questa categoria troviamo:
– la rata o l’ammortamento dei mezzi;
– gli stipendi degli autisti;

- i costi di struttura (personale amministrativo, commerciale, informatica, uffici);

- i costi assicurativi;


– i costi amministrativi (permessi, albo autotrasportatori, etc.);

I costi variabili, invece, variano in modo proporzionale alla operatività. Ad esempio:
– il carburante;

– il costo dei pneumatici;

– i pedaggi autostradali;

– le manutenzioni dei mezzi;

Il costo totale del trasporto è quindi calcolato sommando ai costi variabili per il servizio, quota parte dei costi fissi in base alla quantità stimata di trasporti da effettuare nel periodo di riferimento.

Facciamo un esempio pratico:

Un trasportatore sostiene costi fissi pari a 100.000 €/annui ed il proprio parco automezzi è composto da 2 camion, che prevede di far viaggiare 200 giorni/anno, per un totale di 400 giorni.

Riepilogando:

1. Costi fissi 100.000 €/annui
2. 2 camion operativi
3. Ogni camion viaggia 200 giorni/anno
4. Totale 400 giorni lavorativi/anno

Al trasportatore viene richiesta la quotazione di un servizio. Si tratta di un trasporto che impegna un mezzo per una giornata intera e la tratta da percorrere è di 450km. Per calcolare il costo totale della tratta, il trasportatore dovrà considerare:

1. l’incidenza dei costi fissi: 100.000 €/400gg = 250 €/giorno;
2. i costi variabili per la tratta di 450km: €120€ pedaggio autostrada + 140€ gasolio = 260€;

Il costo totale per il trasporto richiesto sarà quindi: 250€ + 260€= 510€

Da questa semplice formula è facile capire perché il costo per km diminuisca al crescere della tratta da percorrere. I costi fissi infatti sono spalmati su un numero maggiore di km da percorrere.
Ma l’analisi del trasportatore non deve finire qui. Infatti dovrà considerare anche lo scenario del mercato e più precisamente capire se sarà in grado di trovare un viaggio di ritorno, cioè se avrà la possibilità di ricaricare una volta arrivato a destinazione.
Avrà quindi avanti a se due scenari:

Scenario A: il camionista, una volta completata la consegna, non ha possibilità di ricarico e deve se rientrare vuoto. In questo caso il costo del trasporto sopra calcolato non può considerarsi esaustivo, in quanto i costi variabili devono essere inevitabilmente raddoppiati per considerare il ritorno a vuoto: Il costo totale del trasporto diventa quindi 260€ + 260€ + 250€ = 770€

Scenario B: il camionista tutte le volte che effettua una consegna ha la possibilità di ricaricare per tornare indietro. In questo caso il costo del trasporto è effettivamente 510€.

Nella realtà però è più frequente uno scenario intermedio “C” dove, ad esempio, il trasportatore riesce a trovare un ricarico il 50% delle volte: in questo caso il costo del trasporto sarà: 260€ + 260€/2 + 250€ = 640€.

A questo punto è possibile per il trasportatore arrivare al calcolo di una possibile tariffa: gli basterà quindi aggiungere al costo totale il suo margine di guadagno atteso (“mark-up” ipotizzato: 10%) ed otterrà così il prezzo:

• scenario A: totale costo 770 € + 10% mark-up = tariffa di 847 €
• scenario B: totale costo 510 € + 10% mark-up = tariffa di 561 €
• scenario C: totale costo 640 € + 10% mark-up = tariffa di 704 €

L’analisi del mercato

La quotazione del trasportatore dovrà confrontarsi con quanto gli altri competitor stanno offrendo sul mercato e può risultare che la sua tariffa risulti la più alta e quindi fuori mercato. I motivi possono essere tre:

• la struttura dei costi del trasportatore non è efficiente rispetto ai competitor;
• i concorrenti si accontentano di un mark-up più basso pur di assicurarsi i volumi;
• i concorrenti riescono a ricaricare più facilmente riducendo il numero dei viaggi a vuoto;

Conclusioni

Il terzo punto è senza dubbio quello più interessante sia per i trasportatori che per le aziende committenti. La possibilità di identificare sinergie tra aziende e flussi opposti per i trasportatori permette di ottenere una situazione “win-win” e ad entrambe le parti di trarre il massimo beneficio sulle tariffe pagate, spostandosi verso lo scenario B, in cui il trasportatore ha la possibilità ricaricare facilmente e quindi di abbassare i suoi costi variabili. In questo le Borse carico e mezzi di nuova generazione, che riducono in tempo reale le asimmetrie informative tra le parti come Spedity, hanno un ruolo chiave.

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